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Virus respiratorio sinciziale, importante immunizzare i bambini alla nascita

Da quest’anno esiste l’immunizzazione attraverso la somministrazione degli anticorpi monoclonali preventivi.

Simona Carisi

L’ RSV, acronimo di “virus respiratorio sinciziale”, è un virus respiratorio contagioso e stagionale: due bambini su tre  lo contraggono prima dell’anno di vita. E’ più comune durante l’inverno, nei climi temperati, solitamente da ottobre a marzo. Questo periodo è detto: “stagione epidemico dell’ RSV”. Nella maggior parte dei casi nei bambini, il virus, causa sintomi lievi, non preoccupanti che vanno dal raffreddore alla presenza di muco nel naso. Ma ciò che temono i pediatri, così come i genitori, è l’infezione polmonare e cioè: la bronchiolite e la polmonite. Da ciò capiamo quanto possa essere pericolosa l’infezione che può rendere difficile la respirazione del bambino. E’ proprio per questo motivo che il bambino con età inferiore ad un anno viene ricoverato in ospedale. E’ difficile prevedere quali bambini svilupperanno l’infezione in forma più o meno grave, pertanto si può affermare che tutti i bambini sono a rischio.

E’ iniziata la stagione in cui circola il virus respiratorio sinciziale, ma da quest’anno esiste concretamente l’immunizzazione attraverso somministrazione degli anticorpi monoclonali preventivi contro l’ RSV.  Conoscere la malattia da RSV dovrebbe abbattere le barriere di diffidenza contro la prevenzione con anticorpi, capendo quanto sia importante proteggere i neonati da questo virus. La sperimentazione dell’anticorpo monoclonale si è sviluppata in 10 anni e il primo studio è avvenuto nel 2015, ed è stato dimostrato che la protezione nel bambino persiste per almeno 5 mesi. Le reazioni avverse più frequentemente osservate negli studi clinici sono state soltanto eruzioni cutanee, reazioni al sito di iniezione e febbre.

E’ molto importante immunizzare il bambino alla nascita poiché nel neonato è minore la possibilità di produzione anticorpale adeguata contro il virus respiratorio sinciziale, quindi, l’immunizzazione è l’unico modo per evitare che il virus penetri dentro le cellule dell’apparato respiratorio del bambino e le infetti. Gli anticorpi preventivi non sono vaccini. Il vaccino innesca il meccanismo della produzione anticorpale da parte dell’organismo che lo riceve. L’ anticorpo monoclonale, invece, è già costituito contro il VRS, pronto ad intervenire, dunque, non deve essere generato dall’organismo che l’ha ricevuto, motivo per cui resisterà pochi mesi nell’organismo ricevente.

I pediatri stanno collaborando con grande professionalità ed umanità ad effettuare le immunizzazioni, e stanno collaborando instancabilmente con i medici e gli infermieri dei centri vaccinali e delle Unità di Terapia Intensiva Neonatale al fine di evitare ricoveri ai neonati e preoccupazioni cliniche. La prevenzione rimane per sempre l’arma più potente per sconfiggere il male… qualunque esso sia.

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Simona Carisi, medico patologo clinico Asp Agrigento

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